Matteo Menardi, primo 9a a 16 anni a Gemona

L’intervista al 16enne climber Cortinese Matteo Menardi che l’altro giorno a Gemona del Friuli ha salito il suo primo 9a, la via Nove G.

Pochi giorni fa nella falesia di Gemona del Friuli il climber cortinese Matteo Menardi ha ripetuto Nove G, il tiro liberato da Adam Ondra nel dicembre 2013 e definito dallo stesso Ondra come ‘un 9a difficile’. Per Matteo si tratta di una prestazione di assoluto rilievo, in quanto si aggiudica non soltanto la prima ripetizione, ma lo fa anche in una falesia lontana da casa e alzando notevolmente il suo grado massimo, saltando dall’8c lavorato direttamente al 9a. Soprattutto però, lo fa a soli 16 anni! Con questa salita Matteo è quindi il climber italiano più giovane di sempre a riuscire in questo mitico grado. Con queste premesse non potevamo che cercare di rubargli qualche minuto, tra allenamento, falesia e scuola per questa breve intervista.

Matteo puoi intanto raccontaci brevemente come hai iniziato ad arrampicare
Ho iniziato ad arrampicare a 5 anni, mi portava mio padre, come nella quasi totalità delle volte anche ora. Mi sono fin da subito appassionato a questo sport, iniziai quindi nelle falesie di Cortina. Col tempo ho iniziato a frequentarne di nuove.

Cosa ti piace dell’arrampicata?
Dell’arrampicata mi piace la possibilità di provare movimenti, tiri sempre nuovi, adoro la scalata a-vista, non tanto per i risultati che ho ottenuto in questo “stile”, ma per il fatto proprio di potersi confrontare con la roccia, di poterla leggere e interpretarne le asperità. Inoltre mi piace moltissimo il vedere ciò che sta attorno alle falesie in cui vado, quindi l’ ambiente, il clima diverso in ogni luogo, ecc…

A proposito, sei più un atleta da gara o da falesia?
Sono più un atleta da falesia, perché in falesia, fino ad ora, sono riuscito a divertirmi di più.

Quali sono le tue vie più difficili finora, oltre a Nove G? Rotpunkt e a-vista?
Oltre al 9a ho salito due 8c, Phlogiston nella Val di Landro adiacente a Cortina, e The Magic Roof, nella medesima valle. A-vista ho salito un 8b, I sessanta Ruggenti, nella falesia di Somplago e diversi 8a+ e 8a.

Hai 16 anni, vai ancora a scuola. Ci racconti una giornata tipo? Quanto spesso ti alleni e quanto spesso riesci ad arrampicare in falesia?
Parlerò della mia giornata tipo quando io e mio padre riusciamo a unire i suoi impegni di lavoro, l’ arrampicata e i miei impegni del liceo classico: dalle 7:50 alle 12:50 sono tra i banchi di scuola, poi, come si è rivelato fattibile, mio padre mi aspetta all’uscita con un po’ di pranzo e poi via verso la falesia prestabilita, per esempio, a Gemona il giorno in cui ho salito il 9a. Combinando l’allenamento con la scalata in falesia o in struttura, mi trovo ad arrampicare generalmente 4 giorni in settimana.

Vivi a Cortina cioè le montagne (e che montagne!) ti cadono addosso. Attualmente la tua passione è incentrata totalmente sull’arrampicata sportiva, oppure c’è altro? le vie in montagna? lo snowboard?
Al momento pratico solo l’ arrampicata sportiva. Fino a 11 anni ho sciato, per poi decidere di praticare più seriamente l’ arrampicata.

Arriviamo al tuo exploit… Nove G – come mai hai scelto questo tiro? Non è proprio dietro casa…

Insieme a mio padre ho scelto questo tiro perché era uno dei più adatti a me, soprattutto in base alla distanza da casa. Inoltre quella linea mi interessava, come anche la falesia che la ospita.

Ci racconti le tue prime sensazioni su questa via? Poi… quante volte l’hai provata e poi anche la rotpunkt, come è andata?
All’ inizio il primo boulder, che mi hanno detto essere 7c+, mi ha messo in difficoltà. Con il passare dei tentativi e dei giorni ho affinato sempre di più il passaggio chiave e il seguito molto continuo. Il tiro l’ho provato per una decina di giorni di tentativi; una volta sono caduto sull’uscita. Dopo qualche tentativo mi ritrovo nelle stesse condizioni: boulder OK, supero quell’ultima ostica chiusura, ancora qualche rischio e sono in catena!

E adesso…? Che progetti hai, ti sei chiesto dove puoi arrivare?
Ora sto provando La Linea dei Sogni a Erto, un solido 8c+ che mi sta coinvolgendo parecchio. Oltre a questo i miei obiettivi sono di salire vie che mi diano qualcosa, quindi di migliorarmi su quegli stili in cui sono carente e perciò voglio creare una base ancora più solida su cui lavorare. Con la salita di Nove G ho capito ancora meglio le mie potenzialità e sono certo che in futuro potrò superare il suo grado. Inoltre punto ad una più frequente e migliore partecipazione alle gare.

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